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La raccolta

Quarantasette volte la stessa domanda.

L'albero della vita e' probabilmente l'immagine piu' testarda che l'umanita' abbia prodotto. Compare inciso sulle tavolette mesopotamiche, dipinto nelle tombe egizie, intrecciato nei nodi celtici, tessuto nei tappeti persiani, sfumato negli inchiostri cinesi. Poi attraversa il Rinascimento, il barocco, il cubismo, il manifesto pop, il fumetto, il manga. Non si e' mai fermato e non si e' mai spiegato.

Questa raccolta prende quell'ostinazione e la mette in fila. Quarantasette tavole, un solo soggetto, nessuna variazione del tema: cambia soltanto la lingua. Il catalogo e' diviso in sei sale come un museo — Origini, Maestri, Avanguardie, Pop, Citta', Futuri — e ogni tavola porta un numero di catalogo in cifre romane, da I a XLVII.

Come sono fatte le immagini

Le quarantasette immagini sono generate con strumenti di sintesi. Non sono opere storiche, non sono riproduzioni di quadri esistenti e non sono attribuibili a nessun autore del passato. Quando una scheda dice «Egitto, Nuovo Regno» o «Cubismo analitico» sta dichiarando un riferimento di stile, cioe' la lingua che quella tavola parla: non un'attribuzione e non una datazione.

Per la stessa ragione qui non troverai edizioni numerate, tirature chiuse o firme autografe: sarebbero promesse false. Ogni tavola e' una stampa fine art prodotta su ordine da Pixtura S.r.l.su tela intelaiata, che e' l'unico materiale della raccolta.

Le ambientazioni

Ogni scheda mostra la tavola anche appesa a una parete. Non e' un fotomontaggio generico: l'immagine viene composta sulla scena rispettando le proporzioni reali dell'opera, senza mai deformarla, e resa come tela intelaiata senza cornice— che e' il supporto in cui viene venduta. Lo spessore si legge dall'ombra, perche' la tela sta staccata dal muro di qualche centimetro.